Vision
L’essere coinvolti in eventi emergenziali, di origine naturale od antropica, comporta una rottura rispetto al vissuto di continuità individuale e collettivo, l’abbandono delle risposte routinarie e l’ingresso in una critica fase di passaggio nella quale è necessario ridare senso alle proprie esperienze e relazioni passate, presenti e future. Tali eventi comportano, inoltre l’esposizione a minacce, reali o percepite, alla propria integrità fisica ed emotiva, compromettendo il senso di sicurezza e prevedibilità.
Intervenire precocemente in tali momenti di crisi per fornire un supporto emotivo, relazionale e psicologico, oltre che medico-sanitario, permette di gestire e contenere le normali reazioni emotive e prevenire la possibilità che esse si cronicizzino in risposte potenzialmente patologiche.
Essere presenti, favorire i flussi comunicativi ed informativi, riconnettere le persone ed entrare in relazione rappresentano le fondamentali direttive di un adeguato intervento in contesti di emergenza. La presenza di punti di riferimento relazionali, la possibilità di comunicare, ricevere informazioni, esprimere la propria emotività certi di essere contenuti consentono a chi si trova a vivere eventi catastrofici di ristabilire un possibile orientamento spazio-temporale, di sperimentare un senso di appartenenza e di condivisione che sono alla base della futura ripresa del sistema coinvolto nella catastrofe.
Intervenire in tali contesti significa essere consapevoli dell’importanza di tessere relazioni e reti di relazioni, favorendo la ripresa collettiva e sistemica, evitando la focalizzazione esclusiva sui singoli e sulle reazioni patologiche.
La ripresa può trovare una forza propulsiva dal sostentamento della naturale resilienza dei sistemi umani e dalla possibilità di essere guidati nell’individuazione delle possibilità entro i limiti imposti dal contesto, per favorire la co-evoluzione verso un nuovo e positivo equilibrio.
